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October 29
Se è vero che perfino il beato Giobbe, in preda allo sconforto, si è per un momento ribellato al suo Dio, allora quella che ho scritto è davvero una preghiera.
Spero che nessuno si senta offeso per le parole forti che ho usato: ho voluto esprimere in forma poetica il susseguirsi delle emozioni che conducono all'espressione della preghiera nel modo più intimo e profondo.
In questa "preghiera" si susseguono smarrimento, sconforto, rabbia, senso di solitudine, ribellione, orgoglio, riconciliazione ed abbandono fiducioso.
Questa preghiera esprime poi i dubbi che una fede autentica e sofferta pone ogni giorno.
L'ho scritta di getto: ho poi limato alcune espressioni troppo forti. Nella parte dove scrivo "non ho bisogno di te", mi sono ispirato alla splendida canzone "Caffè nero bollente" di Fiorella Mannoia. Quando lei ripete, alla fine della canzone "io non ho bisogno di te" più e più volte, col tono della voce sa esprimere in modo chiarissimo ed agghiacciante il contrasto tra il senso letterale delle parole ed il loro VERO significato...
PREGHIERA
Dove sei, Dio?
Mi dicono che sei un padre buono.
Mi dicono che sei amore.
Ma dove?
Te lo dico io:
Nel nulla, nel mondo fatato
dell’impossibile!
Ma quando?
Mi fai pena,
Sei solo una proiezione
Delle menti deboli!
Bestemmio il tuo nome,
una,
dieci,
cento volte
Dove sei, maledetto?
MA IO VADO AVANTI,
MA IO NON MI PIEGO
MA IO NON HO BISOGNO DI TE!
Ma io non ho bisogno di te.
Non ho bisogno di te.
Non ho bisogno…
di te,
di un tuo abbraccio
del tuo conforto
mentre le mie lacrime
non riescono ad arrestarsi,
mentre sono solo
sul mio letto
e non ho nulla, se non te,
qui vicino,
a consolarmi.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
Potrei intitolare questa poesia “La fatica di vivere e di guadagnarsi il pane quotidiano”.
Ho scelto di mettermi in proprio all’inizio di quest’anno, con un tempismo perfetto… D’altronde del senno di poi sono piene le fosse, tanto per esprimere un concetto banalissimo.
So benissimo che le mie difficoltà dipendono innanzitutto intrinsecamente dalla scelta che ho fatto: all’inizio, nel corso del primo anno, ogni impresa deve guadagnarsi la fiducia dei clienti, deve crearsi il suo “portafoglio” di contatti, deve investire tempo e risorse senza averne un immediato ritorno concreto. Inoltre mi sono ritrovato ad intraprendere la mia nuova attività proprio nel bel mezzo di una delle più gravi crisi economiche e finanziarie degli ultimi 80 anni…
Il fatto è che, giorno dopo giorno, per quanto razionalmente sappia spiegarmi la situazione in cui mi trovo, dentro di me si insinua il tarlo della sfiducia, dello sconforto, dell’insicurezza.
Lavorare diventa una fatica improba: sembra di dover riempire ceste senza fondo, o ritrovarsi a compiere gli stessi gesti del mitologico Sisifo, punito dagli Dei per aver osato sfidarli…
E allora, paradossalmente, una mattina mi sono svegliato e, nel dormiveglia, mi è venuto da accostare la parola “fiducia” con l’aggettivo “disperata”.
Ma può la fiducia essere “disperata”. Non lo so, non credo, ma questo è quello che ora sento…
FIDUCIA
Osservo la mia vita,
le mie sfide, i miei gesti
che,ogni volta,
si infrangono sconfitti.
procedo,
con gli occhi ben aperti,
ed un sorriso tirato
certo che domani
qualcosa mi dirà
che sono
sulla strada giusta.
E ancora mi inerpico sulla via,
nuovo Sisifo,
rotolando
sulla dura erta
pietre sempre più massicce
che, scheggiate e ispide,
mi sfuggono dalle man
e
metodicamente
invariabilmente
costantemente
precipitano,
nel baratro nero.
io,
fiato grosso,
capo chino
e sconfitto,
le tempie pulsanti,
gonfie
di dolore,
supero la china,
mi avvio sulla nuova discesa
E giungo al piano
Dove sta ad attendermi
un altro sasso
che porterò con me,
con disperata fiducia.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. October 17
Sono un "gaffeur" di professione: Mike Buongiorno mi fa le pippe...
Ieri sera ero ad un aperitivo con una tipa che mi ha presentato una comune amica.
Diciamo che questa tipa si chiama Lucia, l'amica comune Manuela. Ovviamente sono nomi di fantasia, giusto per la privacy.
La serata era calda e piacevole. Si è fatto un gran chiacchierare, del più e del meno, di cose profonde e di cose più amene.
Ad un certo punto io e Lucia abbiamo iniziato a parlare di viaggi. A me è venuta l'incauta idea di citare "Sex and the City", perchè ad entrambi piacerebbe andare a New York e notoriamente il telefilm è fonte di tanti spunti per locali da visitare nella città della "Grande mela"... Da qui e' scaturito questo dialogo "surreale"... LUCIA: "Sai CHI chiamiamo "Samantha"?" (riferendosi a se' stessa ed al suo gruppo di amiche, cui un loro amico ha affibbiato i nomi delle 4 ragazze del telefilm) IO: (che ho capito "Sai COME chiamiamo "Samantha"?) rispondo sicuro: "LA ZOCCOLA"... LUCIA: mi guarda smarrita e dice "Ma no, MANUELA! Perche' zoccola??" IO: panico totale.. per 2 secondi ho cercato la vanga per sotterrarmi.. poi ho detto: "Minchia, che figura di merda!" E giu' a ridere per un quarto d'ora...:-))
Bravo, Andrea, complimenti vivissimi... Come dice la mia amica F.: "Andrea, sei uno tombeur de femmes!"... ;-))
October 09
E' molto, troppo tempo che non disegno e dipingo...
Troppo preso dalle preoccupazioni di quest'anno pazzesco!
Da un po' di tempo, però, sentivo di non avere più quell'equilibrio che mi pareva di avere quando ho seguito il corso di pittura, nell'ormai lontano 2006-2007...
Era come se una sottile inquietudine mi avesse preso e che sono riuscito ad allontanare solo disegnando. Tra ieri sera e stasera, con la musica nell'hi-fi, mi sono messo di buzzo buono, e ho ripreso a progettare un nuovo "paciugo".
In questo periodo ho tanta voglia di abbracci e tenerezza, e quindi è stato facile immaginare un "paciugo" che rappresentasse un abbraccio.
Ho buttato giù una bozza (meglio: una "bozzissima") a matita, molto di getto...
Ecco quello che è venuto fuori....
Ci devo ancora lavorare su, non mi convince del tutto.
Però, tutto sommato, è una buona base!
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
September 15
GRANDISSIMO VALENTINO ROSSI!!
69 VITTORIE, PIU' DEL MITICO GIACOMO AGOSTINI!!
ORMAI E' NELLA LEGGENDA!
E, notare bene, ha vinto nel giorno in cui è morto il nonno paterno... September 12
Sono troppo preso sul lavoro (che comunque non gira: sono anche sfigato... Secondo me ci vuole un esorcista, qualcuno ne conosce uno??) ;-))
Ho un po' di idee che vorrei realizzare:
- una serie di quadri su tavolati di legno, utilizzando, oltre al colore, anche un particolare materiale... (eh, mica lo dico: cosi' poi arriva il primo fesso e mi copia!!) ;-)
- pubblicare le mie poesie. Peccato che però la poesia non venda: una casa editrice mi ha proposto di pubblicarle, ma devo comprare 170 copie del libro, al prezzo di circa 2000 euro... :-( L'idea e' di intervallare le poesie con parti "romanzate" che introducono le poesie, magari con un tono un po' ironico che stemperi l'atmosfera certe volte un po' troppo seriosa, o forte, di alcune poesie...
- riprendere in mano questo povero blog, dove scrivere anche pensieri, idee, riflessioni...
Ciao!
Andrea August 02
Ho scoperto le canzoni di un cantautore italo-anglo-tedesco, che mi sono piaciute davvero moltissimo.
Questo cantante si chiama Carlo Fath, meglio noto con lo pseudonimo di "Io Carlo".
Cito da "Wikipedia":
"Carlo Fath - meglio noto come Io, Carlo (Germania, 1971) è un cantautore e produttore discografico tedesco.
Trasferitosi in Italia nel 1974, scopre la passione per la musica con un pianoforte all'età di 8 anni, che lo porterà poi ad iscriversi al conservatorio. Nel 1984 riceve la promozione in teoria e solfeggio dopo due tentativi falliti, e all'età di 18 anni (nel 1989) si iscrive alla facoltà di Scienze politiche. Durante il periodo universitario si guadagna da vivere impartendo lezioni di Inglese, pianoforte, e body-building.
Nel 1993 costruisce un proprio studio di registrazione grazie al quale si dedica alla produzione e co-produzione musicale, prevalendo il genere dance. Nel 2002 si lega all'etichetta indie Motivo, e si occupa della produzione di artisti del calibro dei Simply Red (con le canzoni So Not Over You e Perfect Love).
La svolta arriva nel 2006, quando prende la decisione di produrre e cantare i propri pezzi con lo pseudonimo di Io, Carlo, dando così vita al suo primo LP: In perenne riserva, lanciato dal singolo L'ego."
Sicuramente avrete sentito in radio alcune sue canzoni piu' note: oltre a "Lego", appena citata, anche "Danziamo" e, recentemente, "Figlio dei Manga", una canzone divertente e molto orecchiabile.
Sotto il motivo musicale sempre allegro, divertente, con ritmi spesso ballabili e con una voce molto calda (mi ricorda un po' quella del cantante dei "Baustelle") si nasconde in tutte le sue canzoni una grande sensibilità, una cultura anti convenzionale e il desiderio di comunicare qualcosa di nuovo, di criticare in modo ironico e disincantato la società "occidentale" nella quale noi ci muoviamo...
Lui stesso si definisce: "Acuto osservatore, inguaribile filosofo, pessimista convinto, ecologista catastrofista, sorprendentemente simpatico e purtroppo quasi intelligente... Artista per pura vocazione e non per calcolo, talmente presuntuoso da pensare di poter dire ancora qualcosa di nuovo in un mondo in cui si è già detto tutto e il contrario di tutto!"
Mi ci sono ritrovato molto, in quello che scrive "Io Carlo".
In particolare mi è piaciuta moltissimo la sua canzone "L'uomo occidentale". Trovo sia bella sia per il testo che per la musica.
A parte il fatto che la canzone descrive esattamente la vita nevrotica e frenetica di citta', dei dipendenti di queste grandi aziende multinazionali, tutti presi dai loro pensieri e dall'illusione di vivere, mentre alla fine si ritrovano a correre come pazzi, senza rendersi conto ne' cosa vogliono ne' dove desiderano andare davvero...
A parte questo, la musica e' veramente coinvolgente: dopo la prima strofa, dove attacca il primo ritornello "orde di impiegati..." la canzone decolla, e' difficile trovare un testo con la musica cosi' ben assortiti, con la musica che sembra sottolineare cosi' bene il messaggio che l'autore voleva dare con il testo...
Incollo di seguito il testo della canzone.
L'UOMO OCCIDENTALE
La prima colazione è importante che sia sana e nutriente se no non rendi niente e poi il capo chi lo sente e poi la gente cosa dice se dovessero scoprire che tu non vali niente...
Orde di impiegati rassegnati si preparano a bordo di veicoli fumanti s'incolonnano
mandrie di umani silenziose si riversano scontenti sui sentieri nell'asfalto voci suadenti di sirene ammaliatrici ti convincono a gettare la tua vita Cosa vuoi che ti dica questa coda è infinita e tu non hai... tu non hai che una vita vissuta, sprecata aspettando l'uscita
Viviamo impacchetati sigillati ed addossati gli uni agli altri come surgelati aspettiamo silenziosi che qualcuno venga e ci scongeli così torniamo vivi..
gli istinti primordiali si assopiscono nel traffico l'uomo non si muove senza il verde di un semaforo
mandrie di umani silenziosi si riversano scontenti sui sentieri nell'asfalto voci suadenti di sirene ammaliatrici ti convincono a gettare la tua vita Cosa vuoi che ti dica questa coda è infinita e tu non hai... tu non hai che una vita vissuta, sprecata aspettando l'uscita...
Inserisco anche il link a youtube, dove si può ascoltare la canzone...
http://it.youtube.com/watch?v=8dHQNLo7HoQ&feature=related March 01
Settimana scorsa ero in centro a Milano per un appuntamento di lavoro, ma sono arrivato in zona con un anticipo di mezz'ora, così sono passato da Palazzo Reale, dove da poco tempo hanno inaugurato la mostra del futurista Giacomo Balla.
Non avevo tempo per visitare la mostra, ma ho curiosato un po' all'interno del "book-shop" e non ho potuto resistere: mi sono regalato il catalogo "Skira" della mostra, che senz'altro desidero andare a vedere.
Tratte dal catalogo vi posto due riproduzioni di quadri che mi sono piaciuti moltissimo.
Il primo si intitola "Primavera". Cito dal catalogo: Si tratta di uno dei "primi dipinti di Balla legati al tema dell'energia panica della natura, e in particolare al ciclo delle stagioni". (...) "Balla torna, sul finire della guerra, a studiare natura e paesaggio come espressione di forze vitali cicliche e generanti" (...) "ossia come manifestazione di energie che si esplicitano in sensazioni, visive, olfattive e psichiche, da tradurre in forme plastiche".
Di questo quadro mi piace tantissimo l'uso del colore, il mescolare di colori complementari (verde e rosso, giallo e viola, ecc) che riescono a fondersi in modo armonico. Molto bella anche la tonalità pastello. Deliziosa la composizione e il modo di compenetrare le forme... Bello bello!!
Il secondo quadro si intitola "Dissolvimento autunnale" (Dramma dissolvimento autunnale). Fa parte di un "trittico" di quadri che compongono idealmente un "trittico delle stagioni".
Sempre citando dal catalogo Skira: "Il movimento si inverte nel terzo dipinto dedicato all'autunno, che riprende le forme biomorfiche di Primaverilis (il quadro precedente), ma attraversate in diagonale da destra a sinistra e dall'alto verso il basso da un cono di luce bianca che scende perentoriamente dal cielo dissolvendo il ritmo dell'autunno in un dramma caratterizzato dalla lotta tra tonalità calde e tonalità fredde".
Appunto, l'aspetto che mi piace molto di questo quadro è il contrasto tra i toni del cono di luce diagonale e il resto della composizione. Anche qui: il giallo e l'arancione, complementari al viola e al blu, ma col contrasto di tonalità.... Splendido!
Per quanto riguarda i miei "paciughi"... no news. sono fermi. Il corso di quest'anno, però, non mi stimola proprio. Ho capito di aver bisogno maggiore libertà, di una pittura più estemporanea, più immediata, dove gli aspetti tecnici siano l'ultima delle mie preoccupazioni. Ho bisogno di una pittura "veloce", dove il colore si asciughi in fretta e mi consenta di esprimermi in modo più immediato e onirico, prima che la razionalità imbrigli la mia fantasia e renda tutto troppo "rigido" quello che voglio esprimere. non a caso (anche se, di fatto, si tratta di una rielaborazione di due opere "copiate") la bozza del quadro della O'Keffe e di modigliani a me piace così com'è. L'ho schizzata velocemente nell'arco di 2 lezioni di pittura...
Forse dovrei provare a dipingere con gli acrilici, oppure a realizzare disegni più grafici, a china e pennarelli coprenti...
Va beh, nel frattempo, ecco le foto dei quadri di Balla...
February 14
E che palle!!
Ogni volta che torno a leggere il mio ultimo post mi viene la malinconia!!!
Andava bene il 2 gennaio, quando l'ho scritto, ma ora... basta!!
E' stato un periodo turbolento... diciamo che mi sto dando da fare, sto VIVENDO...
Lavoro, nuove conoscenze... Tante novità, tante cose che stanno cambiando.
E allora:
- un abbraccio a Sarabella. Adesso ti metto tra i blog amici :-)
- Un bacio a Mauri, che pur avendo i suoi cazzi (metaforicamente) non si dimentica mai di passare a lasciarmi un saluto;
- Un abbraccio a Emma che hai ragione, è proprio che non mi convinceva. se m'avesse convinto, mi sarei buttato a pesce (no, non parlo di te, Sarabella, mannaggia a me!)
- Un bacio (alterniamo un po' baci ed abbracci, va...) all'enigmatica Mariagrazia... 1m e 75 di bellezza discinta, intelligente e profonda, che l'ultima volta mi ha salutato lasciandomi codesto messaggio: "Andreaaaaaaaaaaaaaaaa!!", poi alle mie risposte non mi ha più scritto, e vadarviaiciapp!
- Un festoso saluto ad Alby, il ballerino/educatore e alle sue belle (Terry, Gio', ecc. ecc.), che mo', prima o poi, voglio scrivere anche a loro...
- Un bacio a Sandra, che ormai non capisce più che fine abbia fatto;
- Un abbraccio alle desaparecide: a Fè, a Cadia, alla toscanaccia Tiziana e alle sue battons-amiche (ma che cazzo vuol dire?? ) :-))
- Un verso di De Andrè (tanto per cambiare) ad Elisa, la bibliotecaria...
- Un bacio a Greta e ai suoi genitori, che con la loro vicenda e il loro blog hanno fatto conoscere a mio fratello (che ha fatto conoscere a me) il mondo dei blog.
Ciao a tutti gli amici che non ho ricordato dal "desaparecido" Andrea...
Ci sono, neh, mo torno... :-))
January 02
Solitudine
Buio sfavillante
sul sogno solido e rosso
di sesso.
Assordante silenzio
mentre afferro
con gli occhi chiusi
gli ultimi scampoli
di te.
Città cristallizzata,
immobile,
ferma.
Le lancette
dell’orologio a parete
lente e regolari
goccia dopo goccia
rimbombano
ed espandono
il loro futuro
sull’incerto presente.
Piastrelle bianche
capo chino
sotto i panni stesi
spargo il seme inutile.
Mi trascino sul giaciglio
mi giro verso il posto
vuoto e freddo
e il baratro
si apre di nuovo
sui miei pensieri.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
December 16
Milano accelerata, uomini come formiche che corrono in giro, con preciso disordine, a guardare, selezionare, comprare, sempre più nel panico, sempre più di corsa, come in (tragiche) comiche anni ’30…
Milano falsa, frenetica, nervosa: cielo freddo e code alle casse.
Milano inquinata, auto ai semafori, fiumane di gente che, come sacchi di denaro, fanno sbarluccicare gli occhi del Dio Denaro e respirano polveri sottili.
Milano schizofrenica, che mi soffoca, mi paralizza di ansia, mi preme con forza il plesso solare.
Gente con apparecchi per sorridere, maschere vacue di volti tristi o spaventati, vuoti a perdere, tutti inginocchiati all’altare di un Babbo Natale coi colori di quella nota bevanda analcolica…
Ma qualcosa rimane saldo in me, custodito e sicuro, prezioso ed inviolabile.
Col pensiero, con tenerezza e struggimento, vedo mio fratello piccolo, e in lui rivedo me bambino.
E ricordo quello che io e l’altro fratello più grande facevamo insieme ai nostri genitori, ripetendo gli stessi gesti che loro avevano fatto per noi, da bambini.
La sera del 24 dicembre lucidavamo bene le scarpe, le mettevamo sotto il presepio e pregavamo con te perché Gesù benedicesse i nostri passi…
Vicino al camino preparavamo qualcosa per i nonni che non avevamo mai conosciuto: gli zuccherini con il liquore per il nonno materno, il caffè per la nonna e la pipa per il nonno paterno, che poi quando dormivi fumavamo e bevevamo per farti sapere che i nonni e le zie defunte avevano fatto strada a Gesù bambino che ti portava i doni...
Ricordo quando, per farti dormire, ti dicevamo che c'erano gli angeli che controllavano se eri a letto e noi, fuori in giardino, sotto la tua finestra, a suonare il campanellino...
Che ridere, e che nostalgia!!
Quello sì che era Natale, il nostro Natale vero, sentito, pieno di poesia...
E allora, buon Natale!!
E allora, Gesù mio, fa soltanto che a noi rimanga un po' di quella magia, di quel mistero, di quella fede limpida e pura che ci faceva bambini...
Auguri! December 06
Finalmente ho capito.
Finalmente so come comportarmi, come darmi un tono, come muovermi e come apparire.
Questo è un sogno, una illusione che credo tutti noi qualche volta abbiamo coltivato.
Ci siamo tante volte immaginati come comportarci in svariate situazioni di convivialità, con gli amici, con una donna.
Ci siamo scrutati nel profondo, ci siamo messi in dubbio, poi finalmente la risposta ci si è presentata alla mente, chiara, cristallina.
Così, ci dobbiamo comportare così, proprio in quel modo: dobbiamo essere alteri, distaccati, compassati.
poi, nel concreto, bastano due occhi neri, labbra di rosa e un seno sotto la seta della camicetta per farci sciogliere, come gelati al sole...
Emmenomale!! :-))
È chiaro e cristallino
È chiaro e cristallino,
pollice contro indice
gesti sicuri.
È chiaro e cristallino,
gambe accavallate
tono distante.
È chiaro e cristallino,
sorriso beffardo
argomenti colti.
Ma:
i miei occhi incontrano i tuoi,
pozzi scuri e caldi;
ma:
socchiudi la bocca
e ti umetti le labbra;
ma:
il tuo seno perfetto respira
sulla seta della camicia.
E
Tutto quello che era non è più;
e
le mie mani tremano;
e
le mie dita si protendono,
immemori,
verso le tue.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. November 22
Oggi finalmente ho ripreso il corso...
Ho terminato la bozza del "paciugo" che sto progettando in questo periodo, fusione creativa tra un quadro della O' Keffe e un nudo femminile di Modigliani.
Ho voluto fare una prova perche' desideravo colorare la figura femminile in modo da renderla di un colore che contrastasse e fosse complementare coi colori che dominano il quadro della O' Keffe, perfetto così com'è...
Avevo bisogno quindi di sperimentare sul corpo nudo della donna, che non fosse del classico rosa carne, assolutamente inadatto ai colori forti dello sfondo, giallo e rosso. Allora ho pensato ai due naturali complementari del rosso e del giallo, cioè il verde e il viola. Ho iniziato a dipingere col verde vicino al rosso e col viola/blu vicino al giallo, sovrapponendo e impastando i colori dando brevi pennellate.
L'ho dipinta molto di getto, questa bozza, più attento all'accostamento dei colori che a dare profondità alle forme e spessore ai volumi. Volevo capire come potevano stare i colori nell'economia dell'intero dipinto: devo dire che il risultato mi soddisfa!
Come al solito posto alcune foto del lavoro di oggi.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
  
November 17
Ebbene sì... Alle 5.30 di una fredda alba di 39 anni fa sono venuto al mondo...
Era una domenica, sono nato alle 5.30 della mattina... Pioveva come Dio la mandava, proprio l'esatto contrario di oggi: qui a Milano è una giornata splendida, fredda ma limpida, con un bel sole!
Sono molto assente dal blog, ultimamente, ma è un periodo davvero strano...
Sul fronte "paciugoso" quest'anno mi sono iscritto ad un corso di pittura dove le lezioni sono solo una volta alla settimana, il giovedì sera.... Purtroppo ho perso già 3 lezioni di fila: il 1° novembre era festa, il giovedì dopo ero malato io, l'altro ieri era malato il mio insegnante... Per cui i paciughi sono fermi...
In più ho deciso di diventare free-lance, mettendomi completamente in proprio sul lavoro...
Periodino bello tosto... Abbiate pazienza se sono assente, ma ci sono buoni motivi!! :-))
Grazie a Mauri, a Emma e a tutti quelli di voi che si sono già ricordati!!
V.V.B.
Andrea 
October 26
Buongiorno!!
Ieri, finalmente, ho ripreso a dipingere!! Ho avuto la prima lezione del nuovo corso di pittura!
Il mio nuovo maestro si chiama Luciano, mi sembra molto in gamba... :-)
Beh, Luciano mi ha portato dei libri che riproducevano disegni e dipinti di alcuni autori, dicendomi di trovare un paio di soggetti che mi piacessero.
Tra questi libri, mi ha fatto conoscere quelli di Georgia O'Keffe, una pittrice statunitense (1887-1986). Mi ha colpito subito il suo quadro "Special No. 21". Il quadro (di cui allego una foto) rappresenta un vulcano, con queste bolle di lava rossa, un po' simili a pomodori... I colori sono fantastici, questi gialli, arancioni, terra di siena, azzurro-verde del cielo... Mi sono innamorato subito del quadro...
Ho poi voluto cimentarmi nella copia di una figura femminile, e ho notato come un nudo di modigliani sembrava fatto apposta per essere inserito nel contesto del quadro della O'Keffe...
Così mi sono immaginato che le bolle di lava non fossero altro che dei molli cuscini sui quali la donna si sedeva, e ho fatto il disegno preparatorio a matita su un foglio A4, che ho poi iniziato a dipingere con dei colori acrilici molto liquidi, per dare quasi una sensazione di "aquerellato"...
Vedremo come proseguirà il paciugo!! :-))
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October 16
Cito dal saggio "che cosa sono i Mandala" di Carl Gustav Jung del gennaio 1955:
"La parola sanscrita Mandala significa in generale "cerchio".
Nell'ambito delle pratiche religiose e della psicologia, essa designa immagini circolari che si possono disegnare, dipingere, modellare plasticamente o tracciare danzando". (...)
"Mentre i mandala culturali hanno sempre come contenuto uno stile particolare e un numero limitato di motivi tipici, i mandala INDIVIDUALI usano una quantità per così dire illimitata di motivi e allusioni simboliche, dalle quali non è difficile vedere che essi cercano di esprimere o la totalità dell'individuo nella sua esperienza interna o esterna del mondo oppure il suo punto di riferimento essenziale, interiore.
Il loro oggetto è il "Sè", in contrapposizione all'"Io": questo non è che il punto di riferimento della coscienza, mentre il Sè comprende la totalità della psiche, vale a dire la coscienza e l'inconscio.
Non di rado, quindi, il mandala individuale presenta una divisione in due metà, una chiara e l'altra scura, con i loro simboli caratteristici". (...)
"Che queste immagini abbiano, in circostanze determinate, considerevoli effetti terapeutici sui loro autori, è un fatto empiricamente constatato e anche facilmente comprensibile, in quanto esse rappresentano spesso un tentativo molto audace di cogliere e sanare contrasti apparentemente inconciliabili e di superare divisioni apparentemente irriducibili".
Ebbene: il mio mandala, che ho disegnato pochi mesi fa in un momento di crisi, in un momento in cui sentivo il bisogno di dare un senso ed una armonia alla mia vita, è quello che allego nelle foto che seguono.
Partendo dal centro il mandala è composto da tre parti.
1. il centro, l'individuazione - L'ho rappresentato col simbolo dello jin e dello yang del Tao, con le due parti, quella scura e quella chiara che rappresentano i due aspetti contrastanti e apparentemente non unibili della mia personalità: la creatività e la razionalità.
2. la goccia sulla pietra - La perseveranza - Ho sentito il bisogno di rappresentare ciò che penso aiuti questo processo di individuazione: la perseveranza nel cercarlo. La metafora che ho trovato è quella della goccia che scava la pietra. La goccia rappresenta ogni piccola azione quotidiana che io faccio; la pietra rappresenta le "durezze" della vita, gli ostacoli, tutto ciò che è dolore, scontro, scoglio al raggiungimento dei miei obiettivi.
3. il ritmo ternario della vita, in continuo progredire verso l'infinito - Questa pietra rugosa, scavata dalla goccia, che consente l'individuazione di un equilibrio tra razionalità e creatività si inserisce in un processo ternario, formato da tre tempi diversi, che si rincorrono l'un l'altro, che si alternano come le stagioni.
Questi tre momenti che, tendendo verso l'esterno e l'infinito, in qualche modo tendono anche all'unità sono:
- il tempo inconsapevole (dove vivo la mia vita senza pormi troppi problemi, in modo più automatico e contemplativo di ciò che è esterno a me, della natura);
- il tempo della crisi (dove la calma si rompe nell'agitarsi delle acque, nella insoddisfazione, nel pormi domande e nell'analisi di me stesso in rapporto col mondo esterno);
- Il tempo delle novità (dove sperimento un nuovo equilibrio e una nuova consapevolezza, dove sento di aver raggiunto un nuovo obiettivo, di aver aggiunto un altro tassello al "puzzle" che sta definendo me stesso).
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Perciò ho realizzato questo mandala, che è appunto la rappresentazione di tutto quello che ho cercato di esplicitare poco sopra...
Non sono ancora soddisfatto, penso che lo svilupperò ulteriormente, non dal punto di vista simbolico ma dal punto di vista grafico.
Per chiudere questo intervento che posso dire? Beh, diciamo che sono un matto, ma proprio fuori fuori... :-))
Però come si fa a prendersi sul serio, su cose così importanti?
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. October 04
Ho ritrovato tra le mie carte e i miei disegni questo "paciugo"...
E' molto vecchio, fatto nello stesso periodo di "Nubi di ieri sul nostro domani odierno".
Non è stato concluso. L'"horror vacui" (paura del vuoto) che pervade tutta la parte sinistra del disegno lascia il posto al bianco del foglio, ai tratti di matita appena abbozzati.
Si vede che l'ho realizzato col "pessimismo cosmico" che avevo in quel periodo, ma mi piace.
E' evidente che l'ho mollato lì, forse avevo l'intenzione di finirlo, di dare luce e colori anche all'altra parte del disegno, ma poi è rimasto lì in un cassetto, finchè ora l'ho tirato fuori di nuovo. In alcuni punti si vede il tratto della china che non termina di riempire lo spazio da coprire di nero...
Ma con gli occhi di oggi, penso che il fascino di questo "paciugo" stia proprio nel contrasto tra parte sinistra e parte destra del disegno, tra la parte conclusa, che allude ad uno sviluppo del tema verso destra e la parte bianca, a matita.
Oggi non lo toccherei (e non lo toccherò) più, neanche mi pagassero...
Perciò l'ho intitolato "Pensieri inconclusi". E davvero non so più cosa volessi esprimere con questi disegni angosciati ed allucinati. Lo riguarderò bene e cercherò di afferrare il bandolo della matassa, perso nel bianco del foglio e nel grigio del segno a matita...
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. October 01
Buongiorno a tutti!
A casa abbiamo dei nuovi ospiti...
due gattine di 5 mesi e, soprattutto, una cokerina di 2 mesi, che ci sta facendo letteralmente scompisciare dal ridere!!
Le gattine (Nebbia e Grisa) hanno accettato di buon grado la cucciola (Margot) e insieme ne combinano di tutti i colori...
Nebbia, soprattutto, si lascia massacrare da Margot, che la tira per la collottola, la mordicchia, scuote la testa come fanno tutti i cani da caccia quando devono ammazzare le prede, solo che lo fa per gioco, alla fine per fortuna la povera Nebbia sta benissimo... Al massimo, quando Margot diventa troppo irruente le dà una zampatina e poi salta sopra il tavolo del portico, o una sedia, così può riprendere fiato! :-)
Venerdì finalmente mi è arrivata la nuova fotocamera digitale, per cui ieri pomeriggio mi sono scatenato: ho scattato qualche foto alle due cucciole...
Il bello è che, dopo un po', la gattina inizia a leccare Margot...
Ciliegina sulla torta: i miei avevano preso due cucce, una per Margot e una per le gattine... Beh, da una decina di giorni le gattine dormono insieme a Margot, così si tengono un po' caldo....
Ditemi voi se non sono tenere! :-) September 19
Sto raccogliendo informazioni per riprendere a "paciugare"... E' ufficiale!! :-))
In attesa di "quagliare" (i corsi di solito iniziano tra ottobre e novembre) ripubblico una mia poesia, che mi sembra cogliere bene, anche se da un punto di vista meno angosciato, la stessa visione della città che mi ha ispirato l'ultimo progetto, l'homunculus somatosensoriale...
ripropongo anche l'introduzione che avevo scritto lo scorso febbraio.
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Milano è una città caotica, inquinata e spesso grigia.
Il ritmo frenetico della capitale italiana del lavoro e degli affari, della "Milano da bere", dei (citando De Andrè) "Palastilisti" non mi appartiene.
Ho vissuto quasi tre anni a Torino e sono rientrato a maggio dello scorso anno nella mia città. L'assenza dalla città dove avevo sempre vissuto mi ha dato la possibilità di crearmi un "metro di paragone" con una realtà che, per quanto vicina a Milano, è molto differente.
Mi sono così convinto di una cosa: il milanese medio se la tira, ha un atteggiamento di superiorità (che 99% delle volte è più una maschera, una forma che ha poco a che vedere con la "sostanza") che ancora di più mi fa sentire un profondo senso di nostalgia per la "vecchia Milano", per la Milano dei navigli, per la Milano della povera gente, per quella Milano dialettale, delle osterie e della mala che negli anni '60 cantavano I Gufi, Nanni Svampa, Ornella Vanoni.
Ci sarebbe molto da dire, molto da discutere, ma non credo che serva a nessuno aprire il dibattito su qual'è la "vera" o la "falsa" Milano, su "è meglio adesso" o "è meglio prima", perchè si rischia di cadere nei più banali luoghi comuni.
Tuttavia mi sembra più bello (almeno per me) raccontare un'emozione, una sensazione che raccoglie, come un veloce tratto di pennello sulla tela, una Milano che mi piace.
Provate a leggere questo "flash" ascoltando "La Domenica delle Salme" di Fabrizio De Andrè...
Alba in città
Entra la brezza
dalla finestra,
spalancata
sul cielo di una
città di gatti e uccellini.
Il sole
sbadiglia lontano
tingendo di porpora
i fili del tram
sospesi
come tele di ragno.
Ed io,
che per un momento
mi trovo immerso
nella corrente
di un fiume
largo e calmo
sento la vita
sorridere
a me soltanto,
finché i motori
non riempiono l’aria
di umana razionalità.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. September 08 Contraddico ai principi che mi ero posto, riguardo questo blog, parlando di attualità ed etica.
Mi frullava in testa da tanto tempo, questo intervento, ma la spinta a scriverlo me l'ha data un articolo che ho letto sul Corriere della Sera di mercoledì scorso.
Titolo dell'articolo: "Ruini in campo su aborto e caso Welby".
Quello che mi interessa sviluppare è il discorso su Welby.
L'articolo riporta la domanda di un giovane partecipante ad un corso di una Fondazione di ispirazione "teocon" guidata da un senatore di Forza Italia.
Il giovane domanda a Ruini (ex Presidente CEI), presente all'incontro: "Perchè avete detto no ai funerali per Piergiorgio Welby? Quella decisione mi ha stupito".
Ruini risponde più o meno, sintetizzando il suo discorso (che cito e sintetizzo a mia volta dall'articolo che ho letto), così: "Sono io personalmente che ho preso quella decisione. Dispiaceva pure a me dire di no, ma l'ho presa per un motivo logico" (...) "Sapevo quanti strali mi sarei attirato. Sapevo che avrei aggiunto sofferenza alle persone a lui legate e questo mi ha addolorato, ma non c'era scelta". Ruini spiega infatti che la Chiesa tende a concedere i funerali ai suicidi perchè "si presuppone che, in uno stato di sofferenza, nel momento finale non ci sia il deliberato consenso della persona". (...) Secondo Ruini quello di Welby è un caso diverso poichè "Lui aveva più volte manifeestato il desiderio di morire. Concedere il funerale sarebbe stato come dire "Il suicidio è ammesso"...
Ora, io dico, analizzando il discorso di Ruini, già ci sono alcuni aspetti che bisognerebbe approfondire.
1. Welby forse non soffriva? Bloccato su un letto con tubi e respiratore che lo tenevano in vita, senza possibilità di parlare, con una maschera rigida come espressione del viso... Senza possibilità di fare alcunchè autonomamente, totalmente dipendente dalla moglie, dalle macchine e dai medici...
2. Non dimentichiamoci che la malattia di Welby era di tipo "degenerativo". Una malattia lunga, che pian piano rende chi ne è affetto sempre più debole, sempre più incapace di controllare i propri movimenti. Senza macchine, senza terapie, i problemi etici dei quali stiamo parlando manco si ponevano. 100 anni fa sarebbe morto da un pezzo, manco avrebbe dovuto subire quello che ha subito... E' "naturale", rispettoso della vita, forzare la vita stessa? Non lo so, ma sicuramente non me la sento di affermare acriticamente "si"...
3. Ruini dice che "più volte Welby ha manifestato il desiderio di morire"... E' vero. Peccato che Sua Eminenza dimentichi, o faccia finta di dimenticare, che tra un suicida "normale" e Welby c'è una piccola differenza: il suicida "normale" non ha bisogno di manifestare le sue intenzioni perchè ha facoltà di porle in atto, dato che può muovere i suoi arti e dar corso a pensieri che non deve esternare, mentre per Welby l'unica possibilità di mettere in atto i suoi intendimenti era quella, appunto, di esternarli...
Mi fermo qui. Ricordo soltanto l'altro caso pubblico del quale si è parlato: quello di Nuvoli, l'uomo sardo che per vivere era costretto ad essere attaccato ad un respiratore, come Welby. Nuvoli si è lasciato morire rifiutando il cibo. A Nuvoli, però, sono stati concessi i funerali religiosi... Non ne sono sicuro, ma credo che ci fosse una differenza tra Nuvoli e Welby, e cioè che Nuvoli avesse la possibilità di rifiutare cibo e acqua, cosa che invece a Welby era preclusa, essendo del tutto paralizzato...
Ma la cosa che mi angoscia, che mi preoccupa, che mi indigna, se rapportata alla vicenda di Welby, è un'altra. E' il modo con cui è stato trattato dai Media, dall'opinione pubblica, il suicidio di Corso Bovio. La notizia risale al 9 luglio scorso: si tratta delle morte per suicidio del famoso avvocato penalista Corso Bovio.
L'avvocato Bovio si è suicidato sparandosi in bocca con la sua 357 Magnum, nel suo studio, alla presenza di colleghi e segretarie, subito dopo aver inviato una lettera alla moglie (poi si viene a sapere che non è una sorta di testamento, una spiegazione del suo gesto, ma una lettera riguardante normale amministrazione familiare). L'autopsia sul corpo dell'Avvocato, successivamente, evidenzia che non esisteva alcuna malattia degna di nota. L'avvocato, fisicamente, stava benissimo. Era noto per la sua umanità e la sua arguzia.
Beh, l'Avvocato Bovio, pace all'anima sua, ha ottenuto i funerali religiosi...
Non è la cosa in sè, che mi indigna. E' il fatto che non sia stata scritta una riga per evidenziare quanto fosse strano concedergli i funerali, se tanto mi da tanto... Pare che fosse molto stressato, ma non aveva alcuna "sofferenza" fisica... Certo, l'animo umano è insondabile, chissà quali pozzi oscuri di sofferenza stavano celati dietro la sua pacatezza, la sua ironia. Chissà, forse davvero, nel momento in cui ha premuto il grilletto della sua 357 Magnum "non c'era deliberato consenso"...
Ma tutto questo non mi convince, mi sembra che ci sia una grandissima ingiustizia, voluta dalla Chiesa (come Istituzione, preciso e sottolineo)...
Non ho risposte, ma tutto ciò mi da molto da pensare. Se fossi il "mangiapreti" di turno potrei anche pensare che l'Avvocato Bovio abbia avuto i funerali religiosi perchè era editorialista di "Famiglia Cristiana" e ha assistito la Società San Paolo...
Non sono mangiapreti: se Dio vuole nella Chiesa vera (dove Chiesa, nel suo termine più autentico significa "comunità") ci sono tante, tante persone che in silenzio fanno un gran bene, che coi loro limiti sanno donare tempo e dedizione a tante cause stupende...
Non sono mangiapreti, provengo da una famiglia religiosa, io stesso ho fatto il mio cammino di crescita "spirituale" all'interno della Chiesa.
Ma queste cose mi fanno dubitare della Chiesa come istituzione.
Queste cose mi fanno pensare che i Farisei sono ancora in mezzo a noi... E questo non mi piace, soprattutto se penso la posizione di grande responsabilità che hanno...
September 05 Buonasera....
Dopo lungo, lunghissimo tempo...
Dopo le lunghe vacanze estive, dopo essere stato ricercato dalla Sciarelli per "Chi l'ha visto", essere stato avvistato insieme ad un branco di bradipi, molto abbronzato, occhio ceruleo e faccia di bronzo... Eccomi qui....
Carissimi tutti, come state?
Grazie delle visite, dei commenti, delle risate... Se non ci foste voi...
Allora, facciamo il punto: sempre scarno, fedele al mio layout minimalista...
In quanto alle poesie, vi aggiornerò, ma devo dire che le vacanze per me sono sempre prosaiche... Di queste vacanze ricorderò senz'altro tre cose:
1. lo stare sulla sdraio a "cotolarmi" al sole con la musica dell'mp3 player nelle orecchie;
2. i fantastici, incredibili, indimenticabili, adrenalinici primi giri mai fatti in vita mia sui go-kart nel kartodromo "Dino Ferrari" di Fermo (AP), Marche, dove ho scoperto che sono un pilota mancato (ho fatto cagare, era la prima volta, non erano neanche tanto potenti, ma l'istinto aggressivo ce l'ho tutto), esperienza che ripeterò senz'altro!!
3. Il concerto blues al quale ho assistito sabato scorso a Lugano, al festival del Blues di Lugano... Ad un certo punto c'erano 3 sax, 2 batteristi, un cantante e chitarrista di colore che BB King gli fa le pippe e 2 tastieristi... Veramente grandissimi! C'era tutta la piazza che ballava, con un fumo passivo di marjuana da sballo e birra a fiumi! Alla fine hanno chiuso con "Sweet home Chicago", ed è venuta giù la piazza!!
Sintesi opinabile, perchè ho omesso tanti incontri, tante risate, qualche scazzo... Ma è stata una bella estate, rigenerante!
Adesso i punti dolenti:
1. mi si è rotta la macchina fotografica digitale, ovviamente il primo giorno di vacanza, per cui, di questa vacanza, ZERO foto (però un amico del gruppo mi dovrebbe dare il cd con le foto, del quale inserirò spero presto una sintesi)
2. Devo trovarmi un altro maestro di pittura, in quanto Peter è andato in pensione e non credo faranno un altro corso serale...
Ciao a tutti, un bacio alle fanciulle! :-))
July 25
E' un pò di tempo che non aggiorno il blog...
I paciughi sono fermi... Ho bisogno di lasciarli decantare un po'. In questo periodo non sono molto ispirato, ho bisogno di sentire di nuovo l'urgenza e il desiderio invincibile di disegnare... Solo così penso che possa esprimere qualcosa di mio, sentito, profondo.
D'altra parte parlavo con Marco, il mio amico che è riuscito a "contagiarmi" o a ridestare la passione per la pittura... Sono 2 mesi che non dipinge... da quello che mi dice ho capito che dipingere è un po' come respirare... Inspirare, espirare... Una sinusoide... un ciclo di alti e bassi... Beh, ora sto espirando, sto ricreando la calma che produrrà una nuova tensione creativa...
Nel frattempo un'altra mia poesia, che mi sembra adatta al mio umore di questo periodo... Mi sento più sereno, più desideroso di uscire, di vivere, di conoscere persone nuove...
E' come se stessi uscendo, piano piano, dal bozzolo nel quale mi sono avviluppato in questi ultimi mesi di difficoltà lavorative e di incertezza.
Mi sento più positivo, in un tempo di novità, in un momento dove penso di poter di nuovo trasmettere positività all'esterno di me...
Sentire
Sentire
è
qualcosa di piccolo,
sottile,
sfuggente
ma forte e vitale,
che riempie
ogni azione.
Sentire
è
qualcosa che vive,
si sottrae
al valore,
al giudizio,
ed è pieno
come
una sfera
trasparente
che si riempie
di un liquido
luminoso
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. July 09
Mi hanno sistemato la linea ADSL, finalmente, ed eccomi di nuovo su questi schermi...
In questi giorni si sente che il lavoro (almeno, nel settore immobiliare) sta calando... Inizia il caldo, a Milano la gente pensa alle ferie, non a comprare e vendere casa... Al lavoro faccio fatica, oltre a tutto fino alla scorsa settimana, proprio nel periodo più caldo, non funzionava il condizionatore, che ha pensato bene di far piovere acqua in ufficio, quasi sopra la fotocopiatrice...
Madonna, una voglia-saltami-addosso...
Beh, in questo stato d'animo, con gli affari che languono e le tasche vuote, mi è uscita questa poesia...
Canicola
Penombra afosa
in questo pomeriggio umido.
Sto in ufficio
chiuso,
tentando di
annodare relazioni
e scoprire nuove opportunità.
Ma il pensiero
vola lontano
all’orizzonte lattiginoso
dove stanno distese
altre città
altri paesaggi
altri piccoli uomini
che come formiche
corrono in giro
con preciso disordine.
 Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
June 26
Ieri finalmente ho messo giù la bozza che considero definitiva.
Mi piacciono sia le proporzioni che la composizione.
Peter mi ha suggerito, per il quadro, di disegnare la luna "a spicchio" per togliere la rindondanza delle forme circolari (o sferiche) tra la luna stessa e l'extraterrestre-palla in basso a sinistra...
Durante il w.e. farò qualche prova di colore a matita o a pastello su alcune copie di una mia bozza più piccola che Peter mi ha fotocopiato... Così finalmente passero al dipinto vero e proprio! :-))
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