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Oil poetry

(Colori ad) olio e poesia
August 02

L'uomo occidentale

 
Ho scoperto le canzoni di un cantautore italo-anglo-tedesco, che mi sono piaciute davvero moltissimo.
 
Questo cantante si chiama Carlo Fath, meglio noto con lo pseudonimo di "Io Carlo".
 
Cito da "Wikipedia":
 
"Carlo Fath - meglio noto come Io, Carlo (Germania1971) è un cantautore e produttore discografico tedesco.

Trasferitosi in Italia nel 1974, scopre la passione per la musica con un pianoforte all'età di 8 anni, che lo porterà poi ad iscriversi al conservatorio. Nel 1984 riceve la promozione in teoria e solfeggio dopo due tentativi falliti, e all'età di 18 anni (nel 1989) si iscrive alla facoltà di Scienze politiche. Durante il periodo universitario si guadagna da vivere impartendo lezioni di Inglese, pianoforte, e body-building.

Nel 1993 costruisce un proprio studio di registrazione grazie al quale si dedica alla produzione e co-produzione musicale, prevalendo il genere dance. Nel 2002 si lega all'etichetta indie Motivo, e si occupa della produzione di artisti del calibro dei Simply Red (con le canzoni So Not Over You e Perfect Love).

La svolta arriva nel 2006, quando prende la decisione di produrre e cantare i propri pezzi con lo pseudonimo di Io, Carlo, dando così vita al suo primo LP: In perenne riserva, lanciato dal singolo L'ego."

Sicuramente avrete sentito in radio alcune sue canzoni piu' note: oltre a "Lego", appena citata, anche "Danziamo" e, recentemente, "Figlio dei Manga", una canzone divertente e molto orecchiabile.

Sotto il motivo musicale sempre allegro, divertente, con  ritmi spesso ballabili e con una voce molto calda (mi ricorda un po' quella del cantante dei "Baustelle") si nasconde in tutte le sue canzoni una grande sensibilità, una cultura anti convenzionale e il desiderio di comunicare qualcosa di nuovo, di criticare in modo ironico e disincantato la società "occidentale" nella quale noi ci muoviamo...

Lui stesso si definisce: "Acuto osservatore, inguaribile filosofo, pessimista convinto, ecologista catastrofista, sorprendentemente simpatico e purtroppo quasi intelligente...
Artista per pura vocazione e non per calcolo, talmente presuntuoso da pensare di poter dire ancora qualcosa di nuovo in un mondo in cui si è già detto tutto e il contrario di tutto!"

Mi ci sono ritrovato molto, in quello che scrive "Io Carlo".

In particolare mi è piaciuta moltissimo la sua canzone "L'uomo occidentale". Trovo sia bella sia per il testo che per la musica.

A parte il fatto che la canzone descrive esattamente la vita nevrotica e frenetica di citta', dei dipendenti di queste grandi aziende multinazionali, tutti presi dai loro pensieri e dall'illusione di vivere, mentre alla fine si ritrovano a correre come pazzi, senza rendersi conto ne' cosa vogliono ne' dove desiderano andare davvero...

A parte questo, la musica e' veramente coinvolgente: dopo la prima strofa, dove attacca il primo ritornello "orde di impiegati..." la canzone decolla, e' difficile trovare un testo con la musica cosi' ben assortiti, con la musica che sembra sottolineare cosi' bene il messaggio che l'autore voleva dare con il testo...

Incollo di seguito il testo della canzone.

L'UOMO OCCIDENTALE

La prima colazione è importante
che sia sana e nutriente
se no non rendi niente
e poi il capo chi lo sente e poi la gente
cosa dice se dovessero scoprire
che tu non vali niente...

Orde di impiegati rassegnati si preparano
a bordo di veicoli fumanti s'incolonnano

mandrie di umani silenziose si riversano scontenti
sui sentieri nell'asfalto
voci suadenti di sirene ammaliatrici
ti convincono a gettare la tua vita
Cosa vuoi che ti dica
questa coda è infinita e tu non hai...
tu non hai che una vita vissuta,
sprecata aspettando l'uscita

Viviamo impacchetati sigillati ed addossati
gli uni agli altri come surgelati
aspettiamo silenziosi che qualcuno
venga e ci scongeli così torniamo vivi..

gli istinti primordiali si assopiscono nel traffico
l'uomo non si muove senza il verde di un semaforo

mandrie di umani silenziosi si riversano scontenti
sui sentieri nell'asfalto
voci suadenti di sirene ammaliatrici
ti convincono a gettare la tua vita
Cosa vuoi che ti dica
questa coda è infinita e tu non hai...
tu non hai che una vita vissuta,
sprecata aspettando l'uscita...

Inserisco anche il link a youtube, dove si può ascoltare la canzone...

http://it.youtube.com/watch?v=8dHQNLo7HoQ&feature=related

March 01

Giacomo Balla

 
Settimana scorsa ero in centro a Milano per un appuntamento di lavoro, ma sono arrivato in zona con un anticipo di mezz'ora, così sono passato da Palazzo Reale, dove da poco tempo hanno inaugurato la mostra del futurista Giacomo Balla.
 
Non avevo tempo per visitare la mostra, ma ho curiosato un po' all'interno del "book-shop" e non ho potuto resistere: mi sono regalato il catalogo "Skira" della mostra, che senz'altro desidero andare a vedere.
 
Tratte dal catalogo vi posto due riproduzioni di quadri che mi sono piaciuti moltissimo.
 
Il primo si intitola "Primavera". Cito dal catalogo: Si tratta di uno dei "primi dipinti di Balla legati al tema dell'energia panica della natura, e in particolare al ciclo delle stagioni". (...) "Balla torna, sul finire della guerra, a studiare natura e paesaggio come espressione di forze vitali cicliche e generanti" (...) "ossia come manifestazione di energie che si esplicitano in sensazioni, visive, olfattive e psichiche, da tradurre in forme plastiche".
 
Di questo quadro mi piace tantissimo l'uso del colore, il mescolare di colori complementari (verde e rosso, giallo e viola, ecc) che riescono a fondersi in modo armonico. Molto bella anche la tonalità pastello. Deliziosa la composizione e il modo di compenetrare le forme... Bello bello!!
 
Il secondo quadro si intitola "Dissolvimento autunnale" (Dramma dissolvimento autunnale). Fa parte di un "trittico" di quadri che compongono idealmente un "trittico delle stagioni".
 
Sempre citando dal catalogo Skira: "Il movimento si inverte nel terzo dipinto dedicato all'autunno, che riprende le forme biomorfiche di Primaverilis (il quadro precedente), ma attraversate in diagonale da destra a sinistra e dall'alto verso il basso da un cono di luce bianca che scende perentoriamente dal cielo dissolvendo il ritmo dell'autunno in un dramma caratterizzato dalla lotta tra tonalità calde e tonalità fredde".
 
Appunto, l'aspetto che mi piace molto di questo quadro è il contrasto tra i toni del cono di luce diagonale e il resto della composizione. Anche qui: il giallo e l'arancione, complementari al viola e al blu, ma col contrasto di tonalità.... Splendido!
 
Per quanto riguarda i miei "paciughi"... no news. sono fermi. Il corso di quest'anno, però, non mi stimola proprio. Ho capito di aver bisogno maggiore libertà, di una pittura più estemporanea, più immediata, dove gli aspetti tecnici siano l'ultima delle mie preoccupazioni. Ho bisogno di una pittura "veloce", dove il colore si asciughi in fretta e mi consenta di esprimermi in modo più immediato e onirico, prima che la razionalità imbrigli la mia fantasia e renda tutto troppo "rigido" quello che voglio esprimere. non a caso (anche se, di fatto, si tratta di una rielaborazione di due opere "copiate") la bozza del quadro della O'Keffe e di modigliani a me piace così com'è. L'ho schizzata velocemente nell'arco di 2 lezioni di pittura...
 
Forse dovrei provare a dipingere con gli acrilici, oppure a realizzare disegni più grafici, a china e pennarelli coprenti...
 
Va beh, nel frattempo, ecco le foto dei quadri di Balla...
 
 IMG_0362_2IMG_0364_1IMG_0365_1
 
 
February 14

Mo' torno!!

 
E che palle!!
 
Ogni volta che torno a leggere il mio ultimo post mi viene la malinconia!!!
 
Andava bene il 2 gennaio, quando l'ho scritto, ma ora... basta!!
 
E' stato un periodo turbolento... diciamo che mi sto dando da fare, sto VIVENDO...
 
Lavoro, nuove conoscenze... Tante novità, tante cose che stanno cambiando.
 
E allora:
 
- un abbraccio a Sarabella. Adesso ti metto tra i blog amici :-)
 
- Un bacio a Mauri, che pur avendo i suoi cazzi (metaforicamente) non si dimentica mai di passare a lasciarmi un saluto;
 
- Un abbraccio a Emma che hai ragione, è proprio che non mi convinceva. se m'avesse convinto, mi sarei buttato a pesce (no, non parlo di te, Sarabella, mannaggia a me!)
 
- Un bacio (alterniamo un po' baci ed abbracci, va...) all'enigmatica Mariagrazia... 1m e 75 di bellezza discinta, intelligente e profonda, che l'ultima volta mi ha salutato lasciandomi codesto messaggio: "Andreaaaaaaaaaaaaaaaa!!", poi alle mie risposte non mi ha più scritto, e vadarviaiciapp!
 
- Un festoso saluto ad Alby, il ballerino/educatore e alle sue belle (Terry, Gio', ecc. ecc.), che mo', prima o poi, voglio scrivere anche a loro...
 
- Un bacio a Sandra, che ormai non capisce più che fine abbia fatto;
 
- Un abbraccio alle desaparecide: a Fè, a Cadia, alla toscanaccia Tiziana e alle sue battons-amiche (ma che cazzo vuol dire?? ) :-))
 
- Un verso di De Andrè (tanto per cambiare) ad Elisa, la bibliotecaria...
 
- Un bacio a Greta e ai suoi genitori, che con la loro vicenda e il loro blog hanno fatto conoscere a mio fratello (che ha fatto conoscere a me) il mondo dei blog.
 
Ciao a tutti gli amici che non ho ricordato dal "desaparecido" Andrea...
 
Ci sono, neh, mo torno... :-))
 
 
 

January 02

Solitudine

 
Quest'anno, causa influenza, ho passato Capodanno a casa, con addosso il plaid di pile, a guardare la tv, completamente da solo...
 
Credo sia la prima volta che mi capita una cosa del genere: forse sono stato malato, anni fa, il giorno di Natale, ma Capodanno mai.
 
Mi ha fatto molto riflettere, questo Capodanno... Sono entrato nel mio quarantesimo anno e sono solo... Non ho ancora "trovato" il vero amore... Ho avuto storie importanti, una in particolare, che sono fallite. Ho avuto qualche flirt.
 
Mi verrebbe la tentazione di commiserarmi, di piangermi addosso, di scuotere la testa e spargere lacrime amare.
 
Ma non posso.
 
Il fatto è che non posso dare la colpa al "destino cinico e baro", o alla sfortuna, o al caso, ma solo ed unicamente a me stesso, al mio atteggiamento nei confronti degli altri, alle mie ansie e alle mie paure.
 
So bene quali siano i fantasmi che mi impediscono di vivere, ma finora sono scappato, ho voluto chiudere gli occhi, ho resistito con tutto me stesso per non affrontarli.
 
Ora è tempo di affrontarli, questi maledetti fantasmi, queste paure. Ne ho addirittura terrore, perchè quelli che io chiamo "fantasmi" altro non sono che un groviglio di affetti, storie personali e vissuti che per pudore e prudenza terrò per me. Forse è inutile addirittura che ne scriva, comunque, perchè so di essere in buona compagnia. Chi non ha i suoi fantasmi, le sue paure?
 
Il fatto è, però, e me lo ha ricordato bene il film "L'attimo fuggente", che hanno dato stasera in tv e che ho rivisto per l'ennesima volta; il fatto è, dicevo, che noi siamo concime per i vermi... Il fatto è che la vita corre, rotola, e ogni momento abbiamo una ruga in più, un capello bianco che spunta, un acciacco... E dai e dai di noi (questa è l'unica cosa certa) non rimarrà altro che un mucchietto di polvere...
 
E allora risuona anche per me il monito scritto sul libro che il professor Kitting presta ai suoi allievi, nuovi adepti della "Dead poetry society", ossia "non vorrei scoprire, in punto di morte, che non sono mai vissuto"... Così, più o meno, dice la citazione che a mia volta cito a braccio...
 
A monito per me stesso e a proposito per questo nuovo anno trascrivo di seguito una poesia che ho scritto nel 2007, dopo tanto tempo che non mi sentivo più ispirato.
 
Auguro, per questo 2008, a me stesso e a voi lettori/lettrici, di avere il coraggio di intraprendere un cammino che ci porti ad affrontare ciò che ci sgomenta, che ci fa paura, e ci consenta, finalmente, di vivere e di non provare più le sensazioni e le emozioni che questa mia poesia evocano.
 
 
 

Solitudine

 

 

 

Buio sfavillante

sul sogno solido e rosso

di sesso.

 

Assordante silenzio

mentre afferro

con gli occhi chiusi

gli ultimi scampoli

di te.

 

Città cristallizzata,

immobile,

ferma.

 

Le lancette

dell’orologio a parete

lente e regolari

 

goccia dopo goccia

 

rimbombano

 

ed espandono

 

il loro futuro

sull’incerto presente.

 

Piastrelle bianche

capo chino

sotto i panni stesi

 

spargo il seme inutile.

 

Mi trascino sul giaciglio

mi giro verso il posto

 

vuoto e freddo

 

e il baratro

 

si apre di nuovo

 

sui miei pensieri.

 

 
 
 

Creative
Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

December 16

Spirito di Natale

 

Milano accelerata, uomini come formiche che corrono in giro, con preciso disordine, a guardare, selezionare, comprare, sempre più nel panico, sempre più di corsa, come in (tragiche) comiche anni ’30…

 

Milano falsa, frenetica, nervosa: cielo freddo e code alle casse.

 

Milano inquinata, auto ai semafori, fiumane di gente che, come sacchi di denaro, fanno sbarluccicare gli occhi del Dio Denaro e respirano polveri sottili.

 

Milano schizofrenica, che mi soffoca, mi paralizza di ansia, mi preme con forza il plesso solare.

 

Gente con apparecchi per sorridere, maschere vacue di volti tristi o spaventati, vuoti a perdere, tutti inginocchiati all’altare di un Babbo Natale coi colori di quella nota bevanda analcolica…

 

Ma qualcosa rimane saldo in me, custodito e sicuro, prezioso ed inviolabile.

 

Col pensiero, con tenerezza e struggimento, vedo mio fratello piccolo, e in lui rivedo me bambino.

 

E ricordo quello che io e l’altro fratello più grande facevamo insieme ai nostri genitori, ripetendo gli stessi gesti che loro avevano fatto per noi, da bambini.

 

La sera del 24 dicembre lucidavamo bene le scarpe, le mettevamo sotto il presepio e pregavamo con te perché Gesù benedicesse i nostri passi…

 

Vicino al camino preparavamo qualcosa per i nonni che non avevamo mai conosciuto: gli zuccherini con il liquore per il nonno materno, il caffè per la nonna e la pipa per il nonno paterno, che poi quando dormivi fumavamo e bevevamo per farti sapere che i nonni e le zie defunte avevano fatto strada a Gesù bambino che ti portava i doni...

 

Ricordo quando, per farti dormire, ti dicevamo che c'erano gli angeli che controllavano se eri a letto e noi, fuori in giardino, sotto la tua finestra, a suonare il campanellino...

 

Che ridere, e che nostalgia!!

 

Quello sì che era Natale, il nostro Natale vero, sentito, pieno di poesia...

 

E allora, buon Natale!!

 

E allora, Gesù mio, fa soltanto che a noi rimanga un po' di quella magia, di quel mistero, di quella fede limpida e pura che ci faceva bambini...

 

Auguri!

December 06

E' chiaro e cristallino

 
Finalmente ho capito.
 
Finalmente so come comportarmi, come darmi un tono, come muovermi e come apparire.
 
Questo è un sogno, una illusione che credo tutti noi qualche volta abbiamo coltivato.
 
Ci siamo tante volte immaginati come comportarci in svariate situazioni di convivialità, con gli amici, con una donna.
 
Ci siamo scrutati nel profondo, ci siamo messi in dubbio, poi finalmente la risposta ci si è presentata alla mente, chiara, cristallina.
 
Così, ci dobbiamo comportare così, proprio in quel modo: dobbiamo essere alteri, distaccati, compassati.
 
poi, nel concreto, bastano due occhi neri, labbra di rosa e un seno sotto la seta della camicetta per farci sciogliere, come gelati al sole...
 
Emmenomale!! :-))
 
 

È chiaro e cristallino

 

 

 

È chiaro e cristallino,

 

pollice contro indice

gesti sicuri.

 

È chiaro e cristallino,

 

gambe accavallate

tono distante.

 

È chiaro e cristallino,

 

sorriso beffardo

argomenti colti.

 

Ma:

 

i miei occhi incontrano i tuoi,

pozzi scuri e caldi;

 

ma:

 

socchiudi la bocca

e ti umetti le labbra;

 

ma:

 

il tuo seno perfetto respira

sulla seta della camicia.

 

E

 

Tutto quello che era non è più;

 

e

 

le mie mani tremano;

 

e

 

le mie dita si protendono,

 

immemori,

 

verso le tue.

 

 

 

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Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
November 22

Fine bozza nuovo paciugo

 
Oggi finalmente ho ripreso il corso...
 
Ho terminato la bozza del "paciugo" che sto progettando in questo periodo, fusione creativa tra un quadro della O' Keffe e un nudo femminile di Modigliani.
 
Ho voluto fare una prova perche' desideravo colorare la figura femminile in modo da renderla di un colore che contrastasse e fosse complementare coi colori che dominano il quadro della O' Keffe, perfetto così com'è...
 
Avevo bisogno quindi di sperimentare sul corpo nudo della donna, che non fosse del classico rosa carne, assolutamente inadatto ai colori forti dello sfondo, giallo e rosso. Allora ho pensato ai due naturali complementari del rosso e del giallo, cioè il verde e il viola. Ho iniziato a dipingere col verde vicino al rosso e col viola/blu vicino al giallo, sovrapponendo e impastando i colori dando brevi pennellate.
 
L'ho dipinta molto di getto, questa bozza, più attento all'accostamento dei colori che a dare profondità alle forme e spessore ai volumi. Volevo capire come potevano stare i colori nell'economia dell'intero dipinto: devo dire che il risultato mi soddisfa!
 
Come al solito posto alcune foto del lavoro di oggi.
 
 

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November 17

TANTI AUGURI... A ME!!

 
Ebbene sì... Alle 5.30 di una fredda alba di 39 anni fa sono venuto al mondo...
 
Era una domenica, sono nato alle 5.30 della mattina... Pioveva come Dio la mandava, proprio l'esatto contrario di oggi: qui a Milano è una giornata splendida, fredda ma limpida, con un bel sole!
 
Sono molto assente dal blog, ultimamente, ma è un periodo davvero strano...
 
Sul fronte "paciugoso" quest'anno mi sono iscritto ad un corso di pittura dove le lezioni sono solo una volta alla settimana, il giovedì sera.... Purtroppo ho perso già 3 lezioni di fila: il 1° novembre era festa, il giovedì dopo ero malato io, l'altro ieri era malato il mio insegnante... Per cui i paciughi sono fermi...
 
In più ho deciso di diventare free-lance, mettendomi completamente in proprio sul lavoro...
 
Periodino bello tosto... Abbiate pazienza se sono assente, ma ci sono buoni motivi!! :-))
 
Grazie a Mauri, a Emma e a tutti quelli di voi che si sono già ricordati!!
 
V.V.B.
 
AndreaTortaCompleanno
 
 
October 26

Modigliani - O'Keffe

 
Buongiorno!!
 
Ieri, finalmente, ho ripreso a dipingere!! Ho avuto la prima lezione del nuovo corso di pittura!
 
Il mio nuovo maestro si chiama Luciano, mi sembra molto in gamba... :-)
 
Beh, Luciano mi ha portato dei libri che riproducevano disegni e dipinti di alcuni autori, dicendomi di trovare un paio di soggetti che mi piacessero.
 
Tra questi libri, mi ha fatto conoscere quelli di Georgia O'Keffe, una pittrice statunitense (1887-1986). Mi ha colpito subito il suo quadro "Special No. 21". Il quadro (di cui allego una foto) rappresenta un vulcano, con queste bolle di lava rossa, un po' simili a pomodori... I colori sono fantastici, questi gialli, arancioni, terra di siena, azzurro-verde del cielo... Mi sono innamorato subito del quadro...
 
Ho poi voluto cimentarmi nella copia di una figura femminile, e ho notato come un nudo di modigliani sembrava fatto apposta per essere inserito nel contesto del quadro della O'Keffe...
 
Così mi sono immaginato che le bolle di lava non fossero altro che dei molli cuscini sui quali la donna si sedeva, e ho fatto il disegno preparatorio a matita su un foglio A4, che ho poi iniziato a dipingere con dei colori acrilici molto liquidi, per dare quasi una sensazione di "aquerellato"...
 
Vedremo come proseguirà il paciugo!! :-))
 
 
 

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